
FEDERAZIONE ITALIANA PRODUTTORI DI PIANTE OFFICINALI (F.I.P.P.O.)
La FIPPO è un'associazione di produttori di piante officinali fondata nel 1995 che ha come scopo principale quello del networking: la condivisione di informazioni ed esperienze per migliorare la programmazione e lo sviluppo della produzione delle piante officinali.
La FIPPO non svolge attività di intermediazione commerciale ma promuove le connessioni fra produttori ed acquirenti, analizza il mercato e pubblica dati e statistiche del settore con lo scopo di migliorarne la trasparenza e l'efficienza.
La FIPPO aderisce a E.H.G.A. - EUROPAM (European Herb Growers Association) con la quale ha partecipato alla stesura dei Codici di Buona Pratica di Coltivazione e Raccolta. A cadenza biennale organizza il Forum a cui possono partecipare tutti i soci coltivatori, nonchè i rappresentanti di aziende che commerciano e trasformano le piante officinali, sia per aggiornamenti tecnici e normativi sia per promuovere gli scambi commerciali tra le parti.
Le finalità della FIPPO sono (cfr. art. 3 dello Statuto):
la tutela e la salvaguardia degli interessi morali ed economici dei produttori di piante officinali sotto il profilo tecnico, economico, giuridico e fiscale.
Per conseguire i suoi scopi la Federazione provvede a:
- contribuire, con proprie iniziative, alla programmazione ed allo sviluppo della produzione delle piante officinali mediante un'opportuna rete di informazione per una migliore conoscenza del mercato dei prodotti officinali e dei prodotti industriali derivati;
- coordinare le fasi di produzione, prima trasformazione e commercializzazione delle piante officinali (e dei prodotti da esse derivati) coltivate direttamente dai soci in armonia con gli indirizzi della politica comunitaria e della programmazione agricola regionale e nazionale
- attuare programmi di aggiornamento e perfezionamento tecnico degli operatori del settore della produzione, prima trasformazione e commercializzazione, anche mediante lo svolgimento di corsi di formazione professionale e favorire l'informazione sull'uso delle piante officinali anche a livello dei consumatori;
- promuovere l'assistenza tecnica e la consulenza per lo sviluppo delle attività che le singole aziende intendono attuare nel settore delle piante officinali, anche per l'accesso ad eventuale finanziamenti pubblici messi a disposizione di enti locali, regionali, statali e comunitari per la realizzazione di progetti singoli od associati;
- sviluppare la diffusione delle tecniche e di metodi di agricoltura sia convenzionale che biologicaai sensi del Reg (U.E.) 2092/91, anche realizzando laboratori di certificazione dei prodotti ottenuti da coltivazioni attuate con metodi biologici;
- favorire la costituzione di imprese per la realizzazione di impianti per la prima trasformazione e la commercializzazione del prodotti officinali;
- promuovere le associazioni di produttori di piante utilizzate principalmente in profumeria, medicina, ecc. ai sensi del Reg CEE n 1360/78 e 2083/80;
- partecipare a programmi di ricerca applicata in materia di meccanizzazione, di miglioramento genetico, di metodi per l'incremento della produzione e della qualità delle droghe e la riduzione dei costi di produzione, avvalendosi della collaborazione di esperti e di istituzioni pubbliche e private che operano nel settore della sperimentazione;
- promuovere e favorire iniziative in campo comunitario ed europeo per il raggiungimento di obiettivi finalizzati ad una comune politica del settore. (vedi art. 3 dello statuto).
Come si può vedere, le finalità della FIPPO sono molte e riguardano una vasta gamma di aspetti. Questo naturalmente non vuol dire che attualmente la FIPPO si occupi di tutti questi aspetti perché i soci attivi sono ancora pochi; inoltre la Federazione non ha nessun dipendente a tempo pieno o a tempo parziale che si occupi di realizzare le finalità: tutto il lavoro viene svolto dal direttivo e da pochi altri soci a titolo gratuito, consci che questo settore va sostenuto. La FIPPO inoltre non ha risorse finanziarie se non quelle che entrano con le quote sociali annuali e quelle rappresentate da un piccolo contributo che viene erogato annualmente dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali all’ISAFA di Trento, che ospita la segreteria della Federazione.
Per merito degli associati e del Direttivo, che lavora a titolo gratuito, si sono potuti raggiungere diversi obiettivi, ma siamo naturalmente ben lontani dal raggiungimento di tutti gli obiettivi elencati nello statuto. Alcune delle azioni più significative promosse dalla FIPPO sono qui di seguito elencate.
- La FIPPO edita due o tre volte l’anno un Bollettino informativo che viene mandato ai soci: esso, oltre a riportare le attività della federazione, dà delle notizie di mercato, segnala incontri, nuovi prodotti o macchine e informa i soci sulle tecniche colturali di alcune piante emergenti. Il Bollettino dovrebbe anche essere uno strumento di comunicazione fra i soci e sede di un eventuale dibattito su temi di vitale importanza per il settore.
- A livello nazionale e comunitario, partecipando a diverse riunioni e gruppi di lavoro, la FIPPO ha contribuito alla stesura delle GAP - Good Agricultural Practice, cioè le linee guida per la buona pratica agricola delle Piante Medicinali e Aromatiche, delle GHP - Good Harvesting Practice, linee guida analoghe, per chi si occupa della raccolta delle piante officinali allo stato spontaneo ed alla bozza delle GOAP – Good Organic Agricoltural Practice e cioè delle linee guida per la buona pratica di coltivazione biologica delle piante officinali.
- Inoltre la Federazione ha lavorato per l’omologazione dei fitofarmaci da usarsi nella coltivazione delle piante officinali. Attualmente vengono usati, sia in Italia che all’estero, alcuni prodotti chimici che di per sé non sono omologati per la coltivazione delle piante officinali. La loro omologazione è molto difficile perché molto costosa (si parla di miliardi per ogni prodotto) e le ditte produttrici di principi attivi non vogliono assumersi tali costi, consci che l’incremento delle vendite sarebbe esiguo, vista la piccolezza del settore. Si è anche tentato la via della reciprocità del riconoscimento dei fitofarmaci e cioè si tentava di far riconoscere ai diversi stati membri dell’UE quei prodotti che sono riconosciuti o sono usati in alcuni degli stati membri della Comunità. Questa via si è ultimamente rivelata impercorribile
- La FIPPO negli anni passati si è attivata presso il ministero italiano competente per l’inserimento delle piante officinali fra le colture da set-aside, ma senza grandi risultati.
- Ha eseguito una campagna di informazione fra i soci (mediante un piccolo convegno e mediante la diffusione di un documento) sulle HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), che rappresentano delle norme assunte dai produttori/trasformatori di piante officinali per tutelare l’igiene, la sicurezza e la salubrità della produzione e della trasformazione di quelle piante destinate ad essere ingerite a guisa di alimenti (tisane, decotti, ecc.).
- Si è interessata e sta ancora lavorando affinché la normativa nazionale sulle piante officinali non penalizzi il settore produttivo agricolo. Per ora la legge è quella vecchia del 1931. Anche durante questa legislatura sono state presentate delle proposte di legge e la FIPPO si è attivata affinché la nuova normativa venga in aiuto ai coltivatori e non rappresenti un serie di divieti e di paletti che impedirebbero l’espansione armonica di questo settore dell’economia agricola nazionale.
- La FIPPO ha recentemente presentato al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (mentre altri paesi aderenti ad EUROPAM hanno fatto altrettanto) un'istanza per l'inserimento delle piante officinali nel regolamento CE 2826/2000 del Consiglio del 19 dicembre 2000, relativo alle azioni d’informazione e promozione a favore dei prodotti agricoli sul mercato interno ed ha chiesto al medesimo Ministero ed al Ministero della Salute di rivedere e modificare le norme restrittive riguardanti l’iperico contenute nella Circolare del 20 ottobre 1999 del Ministero della Sanità
Le attività elencate sono a favore non solo degli associati, ma di tutto il settore delle piante officinali in Italia.
In ogni caso è un obiettivo della nostra Federazione aumentare il numero dei soci per rappresentare il più possibile la totalità delle produzioni officinali italiane.